Un po' di storia

Palazzo Madama riassume nella sua originalità più di duemila anni di storia.
La sua storia ha inizio già in epoca romana, alla quale risalgono, come resti della porta pretoria, le due torri poi conglobate nella facciata barocca dell'edificio.
Guglielmo VII, marchese di Monferrato nel XIII secolo, vi addossò una casa-forte; passato ai Savoia, il castello venne ampliato sotto Ludovico d'Acaia, signore di Torino nel '400, con l'aggiunta del fronte posteriore.
A quell'epoca Palazzo Madama era fondamentalmente un castello medioevale. Quando il potere passò a Tommaso III di Savoia e a suo figlio Filippo, che assunse il titolo di principe d'Acaja, questi ultimi cominciarono ad utilizzare il castello dividendo la propria residenza tra Torino e Pinerolo. I discendenti di questo ramo della famiglia ampliarono il castello inserendo le due torri verso il Po. Oltre che come abitazione, il palazzo era utilizzato come residenza di rappresentanza.
Nel 1494 il palazzo venne unito al palazzo del Vescovo con una galleria, che sarà poi distrutta, ricostruita e rifatta ancora una volta.
Perduta in seguito la funzione difensiva, iniziarono le opere di abbellimento che lo trasformarono in un palazzo per la famiglia ducale.
Carlo Emanuele I si occupò molto della galleria, che arricchì di molte opere d'arte, modificando anche la facciata del palazzo vereso la città. Vi si stabilirono la "madama reale" Cristina di Francia, moglie di Vittorio Amedeo I, reggente per il figlio dal 1637, così come Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, seconda moglie di Carlo Emanuele II, reggente dal 1675, dalle quali il palazzo prese il nome.
Quest'ultima commissionò a Filippo Juvarra il compito di rifare completamente il palazzo. Del progetto di Juvarra venne realizzata solo la nuova facciata (1718 - 1721), grandiosa nella scansione all'ordine superiore di lesene e colonne corinzie scanalate e ampi finestroni; spettano a Giovanni Baratta i rilievi con trofei militari, i vasi e le statue della balaustrata. La duchessa arricchì gli interni, arredandoli comn mobili di gran pregio.

Dall'atrio partono le due rampe dello scalone, con vestibolo superiore, straordinaria creazione dell'architetto messinese. Nel 1799 palazzo Madama fu occupato da un governo rivoluzionario e nel 1801 venne distrutta la galleria che lo univa a Palazzo Reale.
In effetti, dalla metà del XVIII secolo, Palazzo Madama era considerato una dépendance di Palazzo Reale.
Quindi fu sede della Regia Pinacoteca dl 1832 al 1865, dell'Osservatorio astronomico (demolito nel 1920), del Senato subalpino e poi italiano (1848 - 1864) e della Corte di Cassazione, fino alla cessione nel 1924 del primo piano al municipio, che decise di trasferirvi nel 1934 il Museo Civico di Arte Antica, riaperto il 16 dicembre 2006 dopo un lungo periodo di restauri.




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