Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

Data di inserimento nel patrimonio mondiale: 2014
Criteri: (iii) (v)



Documentazione ufficiale UNESCO

Candidature Lista del Patrimonio dell'Umanità - 38a Sessione
ICOMOS Valutazione delle candidature a Patrimonio dell'Umanità
Precisazioni
Il video della proclamazione (Youtube)

Elenco delle componenti del sito (Core Zone)

L'eccezionale valore universale
"Il paesaggio vitivinicolo di langhe-Roero e monferrato costituisce un esempio eccezionale e unico di un paesaggio culturale derivante dall’interazione tra uomo e natura per oltre due millenni.

Questo paesaggio è costituito da un sistema collinare dai profili dolci lungo cui si dispongono filari di vite a girapoggio ed è densamente popolato da cascine e nuclei rurali, piccoli villaggi d’altura, insediamenti commerciali e industriali nei fondovalle, e specifici luoghi legati alla filiera produttiva del vino che si integrano in maniera straordinariamente armonica, restituendo un’alta qualità estetica. Il paesaggio si caratterizza per la frammentazione in migliaia di vigneti privati di piccole dimensioni, risalenti al medioevo e per la presenza di un ricco palinsesto di testimonianze storiche delle diverse epoche, fino alla contemporaneità. le testimonianze della filiera vitivinicola dei diversi periodi storici possono assumere un carattere sia monumentale che vernacolare, e si declinano anche come insediamenti urbani o strutture civili, sempre concepiti in funzione delle esigenze di coltivazione, vinificazione e conservazione del vino. Il patrimonio costruito dell’area è simbolico della sua storia e della sua struttura socio-ecnomica, tra cui spiccano come riconoscibile landmark i castelli di impronta medievale, riplasmati nelle epoche successive.

Il sito rappresenta una testimonianza eccezionale a livello mondiale dello sviluppo di una tradizione vitivinicola che ha portato alla produzione di vini di alta qualità sulla base di una consolidata conoscenza tramandata di generazione in generazione dell’indissolubile legame tra vitigni storicamente coltivati in questi luoghi, peculiari condizioni pedo-climatiche e tecniche di coltivazione, vinificazione e conservazione più idonee ad esaltare tale legame. l’alto livello di esperienza di questa tradizione è ampiamente affermato nel’ambito internazionale, permettendo di riconoscere il territorio di langhe-Roero e Monferrato come una delle regioni vinicole più importanti al mondo.

Il sito presenta il palinsesto dei luoghi di nascita, lavorazione e diffusione delle produzioni vinicole piemontesi di eccellenza mondiale. le componenti della serie presentano specifici caratteri naturali, antropici e percettivi che nella loro essenza e nelle reciproche relazioni concorrono a rappresentare i molteplici aspetti della millenaria “cultura del vino”, su cui si è straordinariamente plasmato il paesaggio attraverso un continuo rapporto tra l’uomo e la natura.

Le componenti “la langa del Barolo”, “le colline del Barbaresco”, “nizza monferrato e il Barbera” e “canelli e l’asti spumante” si riferiscono alle 4 produzioni più caratterizzanti ed eccellenti in termini qualitativi a livello regionale, a più ampio riscontro internazionale e a cui si associa tradizionalmente l’identità enologica piemontese all’estero. esse sono rappresentative di uno specifico sistema produttivo basato su un vitigno tradizionalmente attestato in piemonte, strettamente legato a peculiari condizioni pedo-climatiche (terroir) idonee ad esaltarne le potenzialità produttive, da cui si origina un vino di altissima qualità, tutelato da una specifica denominazione d’origine. I prodotti enologici sono frutto della profonda conoscenza delle specifiche caratteristiche dei vitigni e del conseguente perfezionamento delle tecniche di vinificazione, maturate nel corso dei secoli da vignaioli ed enologi, anche attraverso scambi e influenze con contesti vitivinicoli esteri.

“Il castello di grinzane cavour”, ha svolto storicamente un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’enologia piemontese e italiana e rappresenta il simbolo del legame tra la storia del vino e la storia d’Italia. nel corso del XIX secolo fu infatti residenza di camillo Benso conte di cavour, figura chiave per le vicende che portarono all’Unità d’Italia, che si dedicò a sperimentare nuove tecniche di vinificazione del vitigno nebbiolo con l’apporto di enologi italiani e francesi di fama mondiale.

“Il monferrato degli Infernot” completa il palinsesto di architettura vernacolare legata al ciclo del vino. In quest’area si concentrano infatti gli Infernot, piccoli vani ipogei scavati con estrema perizia in un particolare materiale lapideo (la pietra da cantone) che caratterizza il sostrato geologico di una specifica parte del monferrato, utilizzati per la conservazione domestica delle bottiglie, che trovano espressione in queste forme unicamente nel territorio del Basso monferrato. Questi manufatti rappresentano una straordinaria testimonianza del sapere popolare e dell’integrazione tra necessità funzionali e perizia costruttiva di grande impatto." (tratto dal Piano di Gestione del Sito)

1. LA LANGA DEL BAROLO: comuni di Barolo (CN); Serralunga d’Alba (CN); Castiglione Falletto (CN); La Morra (CN); Monforte d’Alba (CN); Novello (CN); Diano d’Alba (CN).
L’area comprende i territori storicamente favorevoli alla coltivazione del vitigno Nebbiolo, da cui si produce il vino rosso a lungo invecchiamento denominato Barolo e include i luohgi del vino relativi all’intera filiera produttiva del Barolo, tra cui spiccano aziende vitivinicole di storica fondazione che hanno contribuito alla nascita e sviluppo di questo vino. I borghi medievali quali Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba si caratterizzano per l’imponente presenza di castelli in ottimo stato di conservazione attorno ai quali si sono modellati i centri urbani, che rappresentano importanti riferimenti visivi e identitari.

2. IL CASTELLO DI GRINZANE CAVOUR: comune di Grinzane Cavour (CN).
Il castello e la sua collina rappresentano un polo d’eccezione per la conoscenza e la valorizzazione della cultura vitivinicola dell’intero comprensorio di Langhe-Roero e Monferrato. Il castello ospita infatti la prima Enoteca Regionale del Piemonte e uno dei più completi musei etnografici di tradizione vitivinicola della regione. Il vigneto ai piedi del castello costituisce un importante centro di ricerca e sperimentazione sul patrimonio viticolo piemontese e presenta una delle collezioni di vitigni più ampie a livello europeo.

3. LE COLLINE DEL BARBARESCO: comuni di Barbaresco (CN); Neive (CN).
a zona include i borghi di Barbaresco e Neive, in cui si sono svolte le principali vicende storiche che hanno portato alla nascita del vino omonimo. L’area include le più importanti aziende legate alle prime sperimentazioni dedicate alla vinificazione del vino Barbaresco, quali la cantina dei Produttori di Barbaresco, oltre a numerosi altri luoghi del vino in grado di rappresentarne l’attuale filiera produttiva. Una particolarità dell’area è infine l’imponente torre medievale di Barbaresco, a strapiombo sul Tanaro, uno dei più rilevanti riferimenti visivi del comprensorio di Langhe-Roero e Monferrato.

4. NIZZA MONFERRATO E IL BARBERA: comuni di Montegrosso (AT); Mombercelli (AT); Agliano (AT); Castelnuovo Calcea (AT); Vinchio (AT); Vaglio Serra (AT); Nizza Monferrato (AT).
L’area racchiude importanti testimonianze della cultura del vino, tra cui il Museo Bersano, che ospita una ampissima collezione di attrezzi da lavoro in vigna e testimonianze del “saper fare” contadino. La città di Nizza Monferrato, identificata come la “capitale” del Barbera, è inoltre un eccezionale esempio di ‘villanova’ medievale dalla consolidata tradizione commerciale.

5. CANELLI E L'ASTI SPUMANTE: comuni di Santo Stefano Belbo (CN); Calosso (AT); Canelli (AT).
Nella componente è inclusa una parte significativa del centro urbano di Canelli, città commerciale e industriale di primo piano del comprensorio di Langhe-Roero e Monferrato, in cui dalla seconda metà dell’Ottocento si è avviata la tradizione spumantiera piemontese (e italiana). Le industrie spumantiere possiedono imponenti spazi di lavorazione, denominati “cattedrali sotterranee” grazie alla spettacolare ampiezza degli ambienti voltati che rappresentano una delle più significative testimonianze architettoniche del sito candidato

6. IL MONFERRATO DEGLI INFERNOT: comuni di Cella Monte (AL); Ozzano Monferrato (AL); Sala Monferrato (AL); Rosignano Monferrato (AL); Ottiglio (AL); Olivola (AL); Frassinello Monferrato (AL); Camagna Monferrato (AL); Vignale Monferrato (AL).
Gli infernot sono utilizzati per la conservazione domestica delle bottiglie e rappresentano vere e proprie opere d’arte legate al “saper fare” popolare. L’area selezionata comprende le principali cave da cui si estraeva il materiale lapideo che caratterizza anche l’architettura dei pregevoli borghi d’altura. In stretta connessione sono i territori vitati, storicamente legati alla coltivazione del vitigno Barbera – qui vinificato principalmente come Barbera del Monferrato DOCG – e di altri vitigni minori comunque caratterizzanti il patrimonio di uve piemontesi.


testi estratti dal sito dell'Associazione per il patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato




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