Un po' di storia

Questo borgo agricolo, posto al limite del territorio indicato come « il Roero » e quindi al confine con il Monferrato, sorge su un colle che divide la valle del Tanaro da quella del torrente Borbore; appartenne nel medioevo al vescovo di Asti, a lui dato in feudo nel 1041 e passato poi a Rodolfo di Govone nel 1117.

Fu però già fortificato per la sua posizione strategica, sotto il controllo del vescovo di Asti, dalle famiglie dei Solaro e dei Busca che poi si avvicendarono nella signoria del luogo. Quando sia stato costruito il primo castello non si sa, ma certo già esisteva nel 1034 quando è menzionato in un documento dell'epoca.

Egualmente si sa che nel XIV secolo apparteneva ai Solaro di Govone.

Il castello domina completamente il paese e rappresenta un esempio di architettura di grande raffinatezza. La sua struttura è tipica delle residenze signorili e in particolare delle ville nobiliari. Lo scalone d'onore è formato da quattro rampe marmoree. L'intera costruzione è delimitata da un giardino pensile, ricco d'aiuole, fontane e alberi.

Nei primi anni dell'800 fu acquistato dal re di Sardegna che lo cedette al duca di Genova il quale, con tutta una serie di restauri che ne modificarono totalmente le strutture, che peraltro erano già state rifatte più volte dai diversi feudatari che lo abitarono, lo trasformò nella splendida villa che ancora vediamo. Posto in vendita nel 1810, venne acquistato dal conte Alfieri di San Martino e più tardi passò nella proprietà del re Carlo Felice.

Nel 1870 casa Savoia, che lo possedeva come bene privato, lo vendette e così diversi proprietari si succedettero finché nel 1893 fu acquistato dal comune di Govone che ancora lo possiede.

Restauri erano però avvenuti nel tempo da parte di Carlo Felice, del conte di San Martino e da ultimo del comune stesso.

Molti locali, come le stanze cinesi e il fastoso salone, meriterebbero un accurato restauro per un edificio che risente del segno dei tempi in molte parti ma che conserva ancora intatto il suo interesse di dimora signorile.

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