Nuraxi di Barumini

Data di inserimento nel patrimonio mondiale: 1997
Criteri: (iv)(vi)

Un po' di storia

Il complesso nuragico di Barumini, così come è visibile oggi con il maestoso nuraghe circondato da un ampio villaggio è il risultato di un'occupazione del sito durata quasi 2000 anni, dal 1600 a.C. circa, fino al III secolo d.C., in piena età romana.

Considerata dagli archeologi la più grande in tutta la Sardegna, la reggia nuragica denominata Su Nuraxi (in sardo: Il nuraghe), sorge ad Ovest del centro abitato di Barumini, tra il margine occidentale del Sarcidano e della Marmilla. Si trova su un'altura dominante una vasta pianura, ad un' altitudine di 238 metri s.l.m.), e si staglia inconfondibilmente lungo il profilo orizzontale dell’altopiano basaltico della Giara di Gesturi, situato subito dopo, verso Nord.

Si tratta di una grande fortezza, costruita in differenti epoche storiche, tra il XIII ed il VI secolo a.C., attorno ad una torre centrale. L'intero complesso archeologico fu interamente scavato - tra il 1949 e il 1956 - dal grande archeologo baruminese Giovanni Lilliu. Sotto la sua direzione, i lavori di scavo hanno consentito di ripercorrere le diverse fasi della costruzione della reggia e del villaggio circostante, confermando la continuità di vita dell'intero complesso fino al I secolo a.C., oramai in età romana.

L'intera struttura è un classico esempio di fortezza quadrilobata ed è costituita da una possente torre centrale - edificata intorno al 1100-1050 a.C - e da quattro torri disposte ai quattro punti cardinali, posteriori di 300 anni. Nella seconda metà dell’ VIII secolo a.C. gli ampi bastioni difensivi che collegavano tra loro le torri furono ulteriormente rinforzati e l’ingresso alla reggia spostato a Nord - Est. All' esterno della cinta muraria si estendeva un villaggio composto da una cinquantina di capanne, edificate a pianta circolare tramite grossi massi murati a secco e ricoperte con tetti in legno e frasche di forma conica. Durante il VI secolo a.C., la reggia fu distrutta e poi successivamente ricostruita in epoca Cartaginese per poi essere occupata dai Romani, prima di essere abbandonata definitivamente.




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