Reggia di Caserta


Data di inserimento nel patrimonio mondiale: 1997
Criteri: (i) (ii) (iii) (iv)

Notizie

L’interesse dei Borboni per Caserta (l'iniziativa fu lanciata da Carlo di Borbone) scaturisce dal fatto che questa città fu concepita inizialmente come una vera e propria capitale del Regno delle Due Sicilie, una città della corte, dei ministeri, delle istituzioni di cultura e di giustizia.

Il luogo prescelto fu un vasto territorio pianeggiante e boscoso alle falde dei monti Tifatini, sulle terre dei Conti di Caserta. La scelta dell’architetto cadde su Luigi Vanvitelli, che lavorava a Roma per conto del papa Benedetto XIV.

Le cronache raccontano che in quel 20 gennaio 1752 quando fu posata la prima ietra, la giornata era soleggiata, ma fredda, a causa di una gelata notturna e che la cerimonia riuscì magnificamente. Dopo i festeggiamenti a Caserta, se ne organizzarono altri a Napoli, per il carnevale; il Vanvitelli, però non seguì la corte, perché impegnato a Caserta nell’organizzazione di un cantiere che occupava, già all’inizio dei lavori, più di 2.000 persone, divenute oltre 3.000 nel 1773, anno della sua morte

I lavori ebbero inizio il 7 ottobre 1759, quando Carlo salpò per la Spagna per essere incoronato Re. Benché egli potesse ricordare con nostalgia il piano della sua Reggia ed auspicare che esso fosse portato a termine, le successive vicende interne della Spagna e la loro implicazione con i conflitti europei non gli consentivano di partecipare come prima al compimento dell’idea casertana.

I lavori proseguirono per circa venti anni sotto la direzione dello stesso Vanvitelli. Nel Marzo del 1773, alla morte del grande architetto, la costruzione, che copre una superficie di 44.000 mq, era in parte terminata, anche se la città e la Reggia rimasero due grandi incompiute.

La pianta della palazzo è di forma rettangolare (m 247x190), con l’area interna divisa in quattro cortili per mezzo di due corpi di fabbrica intersecatisi ad angolo retto. Il palazzo conta 56 scale per collegare 1.200 stanze, disposte su 6 piani fuori terra e 2 interrari, illuminati da 1.742 finestre delle quali 245 si aprono sulla facciata anteriore e altrettante su quella posteriore.

Nel 1756 Carlo di Borbone accontentò la richiesta del Vanvitelli di documentare l’intero progetto della reggia con una seria di illustrazioni grafiche; per cura della stamperia reale fu realizzata la pubblicazione delle quattordici tavole della Dichiarazione dei disegni del Reale Palazzo di Caserta alle Sacre Reali Maestà di Carlo Re delle Due Sicilie… e di Maria Amalia di Sassonia Regina, incise n rame da Carlo Nolli, Rocco Pozzi e N. D’Orazi, essendo stato scartato il Vasi per l’esorbitante richiesta di pagamento. Un testo affiancò i disegni acquerellati originali, compilato con l’aiuto dell’amico Porzio Lionardi dallo stesso Vanvitelli, che seguì la stampa dell’opera nella veste tipografica, negli ornamenti, dai grafici alle didascalie delucidazioni dei simboli.

Nonostante qualche lacuna o accenno indicativo al proposito del parco, la documentazione è nel complesso corrispondente alla realtà. Il volume fu stampato tre volte: nella seconda edizione, in aggiunta alle quattordici tavole, figurano in pianta e in alzato il teatrino e lo scalone ellittico dietro la cappella.





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