Centro Storico di Napoli


Data di inserimento nel patrimonio mondiale: 1995
Criteri: (ii)(iv)


Notizie

« Iscrizione:1995. Giustificazione: Il comitato ha deciso di iscrivere tale luogo sulla base dei criteri C (ii) (iv), considerando che il luogo è di straordinario valore culturale. Napoli è una delle più antiche città europee, la cui attuale struttura urbana conserva gli elementi della sua lunga e movimentata storia. La sua posizione sul Golfo di Napoli le da un eccezionale valore universale che ha profondamente influenzato molte zone d'Europa e non solo. »

Napoli possiede un vasto repertorio di monumenti in un'area relativamente ristretta a causa delle leggi per la sicurezza pubblica che furono in vigore dall'Alto medioevo per quasi seicento anni, secondo le quali era proibito costruire fuori dalle mura della città. Questo è stato probabilmente una tra i fattori più caratterizzanti dello sviluppo della città e le sue opere d'arte, avendo obbligato alla costruzione di case, monumenti, chiese, giardini e palazzi in uno spazio relativamente esiguo, e gettando le basi per il caratteristico assetto urbanistico di Napoli. Nel solo centro storico sono presenti 4 castelli, circa 390 chiese storiche, 709 palazzi storici e una miriade di abitazioni e portici che si arrampicano uno sull'altro che nascondono più di cinquanta fontane e che sovrastano nove siti archeologici e otto catacombe.

Castel dell'Ovo - - Il castello sorge sull'isolotto di Megaride, dove nel VII secolo a.C. sbarcarono i Cumani che fondarono Partenope. Vi fu costruita la villa del romano Lucio Licinio Lucullo, fortificata da Valentiniano III e che ospitò il deposto ultimo imperatore romano Romolo Augusto, mortovi poco dopo. Dopo alterne vicende, nel XII secolo fu ricostruito dai Normanni e poi ristrutturato dagli Aragonesi. Attualmente vi si svolgono mostre e convegni e l'ingresso è libero. Il Borgo marinari è un insieme di abitazioni e ristoranti che si sviluppano alla base dell'edificio.

Castel Capuano - Fu costruito nel 1153 da Guglielmo I di Sicilia e, sebbene adibito a reggia fortificata, vide ben poca vita di corte. Con l'avvento degli Svevi, Federico II soggiornò spesso a Napoli e curò in particolare la fortificazione del castello, strategicamente posizionato sulla principale via d'accesso alla città da terra. Fino all'avvento della dinastia aragonese, la Porta Capuana era posizionata proprio dinanzi al Castel Capuano. Quella odierna, la rinascimentale, fu fatta edificare poco discosto da Ferrante d'Aragona ad opera di Giuliano da Maiano. Sotto il viceré spagnolo Don Pedro di Toledo, al castello furono riuniti i Tribunali del Regno. Per i successivi cinquecento anni, Castel Capuano è stato sinonimo di Tribunali. Solo da pochi anni è iniziato il trasferimento degli uffici giudiziari nei moderni edifici del Centro direzionale.

Maschio Angioino
Costruito tra il 1279 e il 1282 da Carlo I d'Angiò ed adibito a palazzo reale sotto la sua dinastia. Al tempo di Roberto d'Angiò vi soggiornarono tra gli altri Petrarca e Boccaccio. Dopo la conquista aragonese, il castello fu completamente rifatto e del vecchio edificio nulla rimane, salvo la Cappella di Santa Barbara. Imponenti le cinque torri di piperno e tufo che delimitano le spesse mura. In senso antiorario, sono: Torre di San Giorgio, Torre di Mezzo, Torre di Guardia, Torre dell'Oro (unica a non esser rivestita di piperno e così denominata perché ospitava il tesoro della Corona aragonese) e Torre del Beverello. L'arco di trionfo in marmo, fra le torri di Mezzo e di Guardia, fu costruito alla metà del Quattrocento da Francesco Laurana e celebra l'entrata di Alfonso I d'Aragona in Napoli il 26 febbraio 1443. Il fossato, oggi prosciugato, avrebbe ospitato secondo una leggenda un coccodrillo che azzannava gli sventurati rinchiusi nelle segrete del castello, da qui denominate fosse del coccodrillo. La monumentale Sala dei Baroni, che oggi ospita le riunioni del Consiglio comunale, era la sala centrale del castello. Fu così chiamata perché nel 1487 vi furono arrestati i baroni che congiurarono contro Ferrante I d'Aragona, da lui appunto riuniti lì per celebrare le nozze della nipote. Oggi l'edificio ospita il Museo Civico. Nella sua Sala centrale, Pietro da Morrone, salito al Soglio come Celestino V, nel dicembre 1294 - come ricorda Dante - «fece per viltade il gran rifiuto» aprendo la strada all'ascesa di Bonifacio VIII, dopo un conclave tenutosi nello stesso locale.

Castel Sant'Elmo - Fu edificato sulla cima della collina del Vomero verso il 1275 da Carlo I d'Angiò col nome di Belforte. Completamente ristrutturato tra il 1538 e il 1546 dal viceré Don Pedro de Toledo, assunse l'attuale pianta a stella. Fu teatro delle ultime disperate difese dei patrioti della Repubblica napoletana contro la reazione borbonica nel 1799. Oggi è usato per mostre e convegni internazionali.

Palazzo reale - - È stato il fulcro del potere a Napoli dal XVII secolo al 1946. Edificato per volere del viceré Fernando Ruiz de Castro, fu realizzato da Domenico Fontana e rimaneggiato più volte dai vari sovrani. Le sale sono arredate e affrescate in stili spesso diversi a seconda dei sovrani che vi abitarono. Di particolare magnificenza lo Scalone d'Onore in marmo. Il giardino esotico fu realizzato nel 1841. La facciata fu arricchita alla fine dell'Ottocento dalle grandi statue dei principali esponenti delle dinastie che regnarono sulla città di Napoli: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II di Savoia.

Teatro San Carlo - Inaugurato il 4 novembre del 1737 è il più antico teatro d'opera attivo oggi in Europa nonché il più capiente d'Italia (3.000 posti). Per la città fu la cornice della scuola musicale napoletana. Nel 1816 fu restaurato in seguito a un incendio, e l'attuale facciata, la loggia e l'atrio risalgono ad allora. Tra i direttori artistici del teatro si annoverano Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti.




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