Aquileia: area archeologica e basilica




Aquileia
Data di inserimento nel patrimonio mondiale: -
Mappe da Google Maps: carta topografica
Criteri: (iii)(iv)(vi)



IL FORO: è il primo monumento romano che il visitatore può osservare allorché arriva ad Aquileia. Lo scavo, sebbene iniziato nel lontano 1930 (nel 1936 sono state rialzate alcune colonne del colonnato orientale), è ancora in fase di ultimazione: si sta indagando la parte occidentale, con il relativo colonnato contraddistinto da grossi plutei con testa di Medusa e di Giove Ammone. Il foro era il piazzale centrale della città romana, dove era situata la basilica forense, luogo amministrativo e giudiziario, le varie botteghe commerciali e i vari templi dedicati alle divinità. Qui si incrociava il cardo con il decumano, su cui era impostata l'intera centuriazione dell'agro aquileiese.

Il PORTO FLUVIALE: quello che oggi il turista può ammirare è la banchina occidentale di uno dei più importanti porti dell'antichità. Alimentato dalle acque del Torre e del Natisone, la sua larghezza è stata accertata in metri 48 e la sua lunghezza oltrepassava i 300. Sul lato occidentale scorrevano le mura difensive e qui erano ubicati gli enormi horrea, magazzini di derrate e materiali che arrivavano e partivano da Aquileia via fiume o lungo le strade che collegavano la città romana alle terre d'oltralpe.

IL SEPOLCRETO: a ovest del centro urbano, fuori dalle mura difensive, gli scavi archeologici hanno messo alla luce un intero tratto di necropoli romana, caratterizzata da cinque recinti funerari delimitati da appositi muretti. La necropoli offre esempi di due forme di sepoltura antica: quella per inumazione (entro sepolcri) e quella per incinerazione (i resti ossei venivano depositati in urne). Pregevoli sono le lavorazioni delle strutture funerarie in pietra.

La basilica di Aquileia

LA BASILICA Il primo edificio di culto cristiano aquileiese fu edificato nel 313 d.C. dal vescovo Teodoro. Era costituito da tre grandi aule rettangolari poste a ferro di cavallo, dal battistero e da ambienti di servizio Le due aule parallele (teodoriana sud e teodoriana nord) erano mosaicate ed adibite alla celebrazione della messa e all’insegnamento delle Sacre Scritture; la sala trasversale, pavimentata a cocciopesto, veniva invece utilizzata come collegamento tra le due aule precedenti.

Nella prima metà del IX secolo il patriarca Massenzio volle avviare i primi lavori di ristrutturazione di quest’ aula creando il transetto, la cripta degli affreschi (sotto il presbiterio), il portico e la Chiesa dei Pagani. La basilica attuale è sostanzialmente quella consacrata nel 1031 dal patriarca Poppone dopo le modifiche da lui eseguite (sopraelevazione dei muri perimetrali, rifacimento dei capitelli, affresco dell’abside e costruzione dell’imponente campanile alto 73 metri).

Ulteriori interventi furono apportati dal patriarca Voldorico di Treffen nel XII sec. (affreschi nella cripta massenziana con scene della vita di S. Ermacora, della Passione di Cristo ed altre a carattere allegorico e profano) e dal patriarca Marquardo di Randek nel XIV secolo (archi a sesto acuto fra le colonne e tutta la parte alta della basilica compreso il tetto a carena di nave rovesciata, lavori resi necessari dopo il terremoto del 1348).

Il grande pavimento a mosaico è del IV secolo ed è il più esteso di tutto il mondo cristiano occidentale. Venne scoperto nel 1909 dagli austriaci i quali, dopo vari sondaggi, rimossero il pavimento popponiano. Esso non ha un motivo decorativo uniforme e ripetitivo, ma è diviso in dieci tappeti figurati con soggetti biblico simbolici, ogni scena illustra con vivacità e fantasia verità di fede. Di rilevante importanza sono: la lotta fra il gallo e la tartaruga, le quattro stagioni, i ritratti di donatori e benefattori, la Vittoria, la grande scena marina con all’interno la biblica storia di Giona, il Buon Pastore e diversi animali

Nella cripta sono individuabili i resti archeologici di quattro edifici che si sono sovrapposti nel corso di tre epoche: età augustea (pavimenti musivi di una casa romana signorile), II – III secolo (resti murari di magazzini portuali a pianta rettangolare), IV secolo (mosaici e cocciopesto dell’aula teodoriana nord e resti di mosaico della post-teodoriana nord). Al di là della porta che collegava l’aula trasversale in cocciopesto con l’aula nord di Teodoro possiamo ammirare il grande mosaico: gli uccelli, l’asino, il cavallo alato, l’aragosta, le pernici, l’ariete, la lotta tra il gallo e la tartaruga…..

La cripta massenziana è del IX secolo e venne costruita per conservare le reliquie dei Santi Martiri della Chiesa aquileiese (Ermacora, Fortunato, Crisogono, i fratelli Canziani ed altri); gli affreschi, invece, risalgono al XII secolo. Sulle volte sono rappresentate le scene dell’apostolato di S. Marco fondatore, secondo la tradizione, della prima comunità cristiana aquileiese e gli episodi salienti della vita di S. Ermacora, primo vescovo della città, e di Fortunato, suo diacono. Sulle pareti sono affrescate la Crocefissione, la Deposizione, la Sepoltura di Cristo e la morte di Maria. Sui pennacchi sono rappresentate figure di Santi e sullo zoccolo scene di contenuto cavalleresco ed allegorico.

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