Genova - Strade Nuove e Palazzi dei Rolli

Data di inserimento nel patrimonio mondiale:
Criteri: (i)(ii)

Un po' di storia

I palazzi di Rolli erano residenze costruite dalle famiglie aristocratiche più ricche e più potenti della Repubblica di Genova al vertice del potere finanziario e del potere legato alla marina. Si tratta di un insieme di palazzi del Rinascimento e del Barocco lungo le cosiddette "Strade Nuove". I grandi palazzi residenziali eretti sulla Strada Nuova (ora via Garibaldi) verso la fine del sedicesimo secolo, formavano il quartiere della nobilità, che sotto la costituzione del 1528, aveva assunto il governo della Repubblica. I palazzi sono generalmente alti tre o quattro piani e sono caratterizzati da scaloni aperti, cortili, e loggiati che dominato dall'alto i giardini posizonali su differenti livelli in spazi relativamente stretti.

I rolli - termine derivato dalla parola rotoli - vennero costituiti a partire dal 1576 su disposizione del Senato della Repubblica aristocratica rifondata dal principe ed ammiraglio Andrea Doria, che attraverso la sua riforma costituzionale aveva instaurato il dominio oligarchico e il conseguente inserimento della sovranità genovese nell'orbita della Spagna. La minuziosità con cui i Rolli furono ideati e compilati, solo pochi decenni dopo la grande ristrutturazione urbanistica decisa da Doria - che riguardò in particolare fra il 1536 ed il 1553 le mura trecentesche - costituisce ancora oggi una precisa e documentata testimonianza di quella che fu la Genova del "Secolo d'oro".

I Rolli degli alloggiamenti pubblici furono cinque: il primo venne redatto nel 1576, e i successivi negli anni 1588, 1599, 1614 e 1664. In essi è catalogato l'insieme delle circa centocinquanta dimore che erano precettabili per ospitare i notabili; in buona parte sono palazzi ancor oggi esistenti, e sono gli stessi che hanno indotto ed inducono tuttora i critici a guardare alla Genova di allora come ad una «reggia repubblicana, vera contraddizione in termini, dietro a cui si spalancano orizzonti di storia abitativa e urbana, piuttosto che di sola architettura»[1].

Solo tre erano i palazzi che potevano ospitare alti dignitari o comunque le più alte cariche ed erano le abitazioni di Gio. Batta Doria, a salita Santa Caterina, di Nicolò Grimaldi e Franco Lercari in Strada Nuova, l'attuale via Garibaldi già "Via Aurea". Nelle disposizioni dei Rolli si precisava che tali abitazioni erano riservate a «Papa, Imperatore re e legato Cardinali o altro Principe».

L'influenza di questo modello di disegno urbano è messo in evidenza dalla letteratura italiana ed europea della successive decadi. I palazzi offrono una straordinaria varietà di soluzioni differenti, raggiungono un valore universale adattandosi alle particolari caratteristiche del luogo ed ai requisiti di un'organizzazione sociale ed economica specifica. Inoltre offrono un esempio originale di una rete di dimore atte ad ospitare le visite di Stato, come decretato dal senato in 1576. I proprietari di questi palazzi erano obbligati ad ospitare persone in visita di stato, in tal modo contribuirono a far conoscere un modello architettonico e una cultura residenziale che ha attratto gli artisti ed i viaggiatori famosi, un esempio su tutti è la collezione di illustrazioni da Pietro Paolo Rubens.




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