Cattedrale, Torre Civica, Piazza Grande - Modena


Data di inserimento nel patrimonio mondiale: 1997
Criteri: (i)(ii)(iii)(iv)



Notizie

Tra il X e il XII secolo venne messa in opera una serie di edificazioni su Piazza Grande di Modena. Dopo la costruzione della primitiva basilica, che ospitava le spoglie di San Geminiano, nel 1070 furono edificati la residenza del vescovo e il capitolo della Cattedrale. Nel 1194 vennero costruiti il Palazzo Comunale e una serie di abitazioni nella parte sud/est di Piazza Grande. La piazza è delimitata a nord dal fianco sinistro della Cattedrale mentre il lato ovest è delimitato dal Palazzo del Vescovo. Il vecchio e il nuovo Palazzo Comunale furono saldati in un unico corpo dalla Torre dell'Orologio (XIII-XVI), e armonizzati con una serie di portici e attraverso una rielaborazione della facciata. Il Palazzo del Vescovo è strettamente legato alla Cattedrale, unito ad essa da un passaggio privato. Costruito in mattoni, l'edificio subì una prima trasformazione alla fine del XV secolo e poi una successiva nel 1776, con l'aggiunta di un altro piano.

Duomo di Modena - mappa topografica

Il Duomo di Modena fu fondato nel 1099 ed è uno dei più alti esempi del romanico in Italia, frutto dell'attività congiunta dell'architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo. Nel 1106 vi furono trasferite, dalla vecchia cattedrale che sorgeva nei pressi, le spoglie di San Geminiano, vescovo del IV secolo.
La nuova cattedrale, secondo il documento di poco successivo al 1106 della Relatio de innovatione ecclesie Sancti Geminiani (del canonico Aimone, conservato nell'Archivio Capitolare), fu fortemente voluta dalla popolazione (quindi non solo dagli ecclesiastici) al posto della precedente chiesa, terminata appena trent'anni prima e situata in posizione sfasata, più o meno con le absidi dove oggi si trovano la facciata e la prima parte della navata.

All'architetto Lanfranco si dovette affiancare presto lo scultore Wiligelmo, ricordato da un'analoga lapide sul lato opposto della chiesa, il quale non solo lavorò assieme ai suoi allievi e seguaci alla decorazione scultorea della chiesa, ma forse si occupò anche dell'architettura, iniziando i lavori dalla facciata, mentre Lanfranco (o comunque un altro gruppo di lavoro) partì dalle absidi.

La doppia partenza in senso inverso dei lavori è avallata, oltre che dalle due lapidi, anche un'irregolarità, molto probabilmente dovuta a errori di calcolo, in quello che dovette essere il punto d'incontro: sul fianco meridionale verso la Piazza Grande la serie di loggette s'interrompe e si interpone una bifora, sormontata da un arco cieco più basso e stretto. La corda di questo arco misura 2,67 m., mentre tutte gli altri hanno una lunghezza di 3,74[3]. Altrettanto si verifica sul fianco nord, dove però l'irregolarità è meno evidente perché mascherata da un successivo rimaneggiamento.

Per la costruzione del Duomo attuale vennero usati in parte materiali ricavati dai ruderi di edifici di epoca romana. Quando ormai le fondamenta avevano raggiunto la superficie del suolo, ci si accorse che i materiali raccolti non sarebbero bastati per l'intera costruzione, ma, come afferma il cronista Aimone, "per divina ispirazione" si cominciò a scavare poco lontano dal cantiere mettendo in luce inaspettatamente una necropoli romana ricca di pietre e di marmi che, levigati o scolpiti, vennero utilizzati nella costruzione dell'edificio. Il largo impiego di marmi romani è evidenziato da figure e iscrizioni che si trovano qua e là nelle lastre che ricoprono il Duomo e la torre campanaria e dai leoni stilofori certamente di origine romana del portale maggiore e della Porta dei principi, i primi del genere a venire impiegati in un edificio medievale.

I lavori edili andarono avanti alacremente procedendo nel frattempo la demolizione di parti della vecchia cattedrale per fare posto alla nuova, sicché nel 1106 la costruzione era già coperta e si poté traslare del corpo del Santo patrono da ciò che restava ancora della vecchia chiesa dove era sepolto alla cripta della nuova basilica. Questa cerimonia avvenne in forma solenne alla presenza del papa Pasquale II, di vescovi e abati, della contessa Matilde e del popolo, attento e vigile durante la ricognizione del sepolcro e la traslazione nel timore che vi potessero essere furti di reliquie, allora oggetto di fiorente commercio[4].

Torre Civica

La Torre Civica fu innalzata assieme alla Cattedrale e fu collegata ad essa da due archi. Conosciuta come "Ghirlandina" la torre è alta 88 metri e caratterizza il profilo della città. La costruzione avvenne in due momenti successivi: il primo corrisponde ai sei ordini inferiori, attribuito a Lanfranco e Wiligelmo e che ricordano, per austerità e vigore, lo stile delle torri romane; il secondo riguarda il tamburo ottagonale e la cuspide che furono realizzati da Arrigo da Campione tra il 1261 e il 1319.

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