Sacri Monti di Piemonte e Lombardia

Data di inserimento nel patrimonio mondiale: 2003
Criteri: (ii)(iv)


Un po' di storia

I "Sacri Monti" di Piemonte e Lombardia consistono in un gruppo di nove cappelle create nel XVII e nel tardo XVI secolo e inserite magistralmetne nel paesaggio naturale di colline, foreste e laghi, e ospitano statue e affreschi.

I Sacri Monti sono apparsi tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, con l'idea di creare in Europa luoghi di preghiera alternativi ai luoghi santi di Gerusalemme e della Palestina, ai quali l'accesso dei pellegrini diventava sempre più difficile a causa della rapida espansione della cultura mussulmana. I frati minori, custodi del Santo Sepolcro, selezionarono tre siti - Varallo in Valsesia, appartenente al ducato di Milano, Montaione in Toscana, e Braga nel nord del Portogallo - per costruirvi una "Nuova Gerusalemme", con una concezione ed una topografia simili a quella originale. Qualche anno dopo, particolarmente dopo il concilio di Trento del 1535, questo modello devozionale, e segnatamente quello di Varallo, disegnato attorno al 1480, fu utilizzato per altre ragioni, specialmente in quelle diocesi che cadevano sotto la giurisdizione della curia di Milano. Si trattava questa volta di combattere l'influenza della Riforma protestante favorendo la creazione di altri sacri monti come concreta espressione di devozionalità. Essi erano dedicati non solo a Cristo, ma anche al culto della Madonna, dei Santi, della Trinità e del Rosario.

Questo progetto ideale, tradotto in norme specifiche per le tipologie e gli stili architettonici, fu fortemente sostenuto da Carlo Borromeo, vescovo di Milano. Avendo in mente le idee emerse dal Concilio di Trento, egli volle continuare la costruzione del Sacro Monte di Varallo prima di dare avvio ai lavori sugli altri. Questa fase andò avanti lungo tutto il XVII secolo, sino a metà del XVIII secolo. A quello di Varallo seguirono i sacri monti di Crea, Orta, Varese, Oropa, Ossuccio, Ghiffa, Domodossola e Valperga. Se essi seguirono all'inizio determinate regole di base, svilupparono in seguito loro propri aspetti artistici ed architettonici. Altri sacri monti furono progettati e costruiti durante tutto il XVIII secolo, ma molti di essi rappresentavano esempi di concezioni differenti, prive delle motivazioni religiose, della autenticità di una composizione che segue ben precise regole, e prive della presenza di quegli elementi di magnificenza architettonica ed artistica che essi avevano nella prima fase del XVI e del XVII secolo.

Piemonte

Sacro Monte di Nuova Gerusalemme (New Jerusalem) di Varallo Sesia (1486), Varallo Sesia, (VC)

L'idea dell'edificazione del Sacro Monte, sopra una imponente parete rocciosa che sovrasta l’abitato di Varallo, viene concepita dal frate francescano Padre Bernardino Caimi già nel 1481, con l'intento di ripordurre in loco i luoghi emblematici della Terra Santa: si voleva cioè creare un'alternativa rispetto al pellegrinaggio, divenuto ormai pericoloso, in una Palestina occupata dai Turchi
L'idea di un percorso devozionale sulle tracce della memoria dei luoghi sacri nei quali si era svolta la vita di Gesù , popolata con le scene del racconto evangelico, conteneva altresì l’intenzione pedagogica, cara alla spiritualità francescana, di promuovere l’immedesimazione dei fedeli con la figura di Cristo.
Nei 1486, ricevute - grazie anche ai buoni rapporti con Ludovico il Moro - le necessarie autorizzazioni e potendo contare su importanti donazioni, si iniziano contemporaneamente, in Varallo, la chiesa di Santa Maria delle Grazie annessa al convento francescano, e, "super parietem", i lavori di costruzione delle prime cappelle del Sacro Monte. Le cappelle del Santo Sepolcro, dell'Ascensione e della Deposizione terminano nel 1491 e l'edificazione delle cappelle prosegue anche dopo la morte di Padre Caimi avvenuta nel 1499.
Il vero regista, dal 1507 al 1528, dell’impresa del Sacro Monte è tuttavia Gaudenzio Ferrari. Il suo nome è indissolubilmente legato all'impresa del Sacro Monte di Varallo. Suo è il progetto di alcune cappelle, sue sono numerose bellissime statue (prima lignee poi plasticate in terracotta), suoi sono molteplici affreschi che fanno da sfondo alle scene sacre. Suo è, per così dire, il lascito poetico che non mancherà di segnare, per lungo tempo, le produzioni artistiche successive.
Altri validi artisti subentrano al pittore di Valduggia, a cominciare dai suoi allievi Bernardino Lanino, Giulio Cesare Luini, Fermo Stella da Caravaggio; più tardi salgono al Monte Giacomo Paracca di Valsolda (l'artefice della crudelissima Strage degli innocenti), i fratelli Della Rovere detti i "Fiammenghini" ed altri ancora.
Negli anni 1565-68 i lavori proseguono sotto la direzione dell'architetto Galeazzo Alessi, che concepisce una nuova disposizione delle cappelle non più su base topologica (con l’evidenza dei luoghi di Nazaret, di Betlemme ed altri), ma cronologica, per seguire le tappe del cammino terreno di Gesù.
A partire dal 1570 San Carlo Borromeo prende a cuore la sorte del Sacro Monte. Il Santo milanese vi fa visita per ben quattro volte ed il suo carisma accresce ancor più il prestigio della "Nuova Gerusalemme". Anche i Savoia, a partire dalla visita di Carlo Emanuele I, nel 1584, dimostrano uno speciale interessamento nei suoi riguardi.
All'inizio del Seicento si ha una vistosa ripresa della costruzione del grandioso complesso: si aggiungono nuove cappelle dedicate ai momenti salienti della Passione di Cristo, e sempre in quegli anni ha inizio la costruzione della Basilica dell'Assunta, su disegni di Bartolomeo Ravelli e di Giovanni d’Enrico. La sua costruzione si sviluppa per tappe successive e si protrae sino al 1713. Nel 1649, l’antica statua lignea della Madonna Dormiente viene trasportata nella Basilica. La struttura del Sacro Monte è suddivisa in due zone, una che si snoda in salita tra gli alberi di un bosco di grande suggestione, l' altra che si dispiega nel tessuto urbano di una città, la "Nuova Gerusalemme".

Chi più di altri ha contribuito ad affermare il valore del Sacro Monte – divenuto per lui oggetto di un innamoramento artistico che è durato per tutta la sua vita – è lo scrittore, drammaturgo e critico d’arte Giovanni Testori. Sua è l'espressione "gran teatro montano", utilizzata per connotare il complesso architetturale del Sacro Monte e l'effetto scenico delle cappelle, con gli attori principali, plasticati in terracotta policroma, posti in primo piano, ed una serie di astanti che si affacciano illusivamente dalle pareti affrescate, come nella figurazione di una "laude medievale" che coinvolge un intero paese.
A Varallo si esprime anche, con tutta la sua capacità di dar forma pittorica ad una gamma estremamente variegata di tipi umani, con fisionomie ed espressioni velocemente tratteggiate, la forza poetica del fratello minore di Giovanni d'Enrico, noto come Tanzio da Varallo: un altro artista che Testori ha amato moltissimo. In effetti, tra i punti più alti di teatralità e di senso di angoscia presenti nella "Nuova Gerusalemme", si devono menzionare le cappelle (Gesù al tribunale di Pilato, Gesù davanti ad Erode, Pilato si lava le mani) che vedono la collaborazione dei due fratelli .
"[In queste cappelle] tutto viene da un'urgenza di vita in atto, di rappresentazione colta nel suo massimo movimento e perciò tutto sta perennemente aperto come sul palcoscenico di un teatro che abbia la forza di trascinare continuamente a sé nuova vita e nuova morte"

Sacro Monte di Orta

Questo complesso, il solo dedicato a San Francesco d'Assisi, fu costruito in tre fasi. La prima, che ebbe inizio nel 1590 per volere della comunità locale e che continuò fin verso il 1630; essa è contraddistinta, come stile, dal manierismo. Nella seconda fase, che durò fino alla fine del XVII secolo, lo stile predominante fu il barocco, stile che si sviluppò poi, durante il terzo periodo, sino alla fine del XVIII secolo, in forme più libere fondendosi con altre influenze . Il complesso consiste di 21 cappelle, l'antico Ospizio di San Francesco, una porta monumentale ed una fontana. Questo sacro monte è l'unico a non aver subito cambiamenti nella suo assetto topologico dopo il XVI secolo. Il giardino, con una magnifica vista sul lago di Orta, ha una qualità eccezionale.

Il Sacro Monte di Santa Maria Assunta, Serralunga di Crea

Le origini del Sacro Monte di Crea risalgono al 1589, anno in cui vide la luce un progetto di costruzione di 25 cappelle che dovevano illustrare i Misteri del Rosario su uno dei colli più alti della regione del Monferrato. Ma il progetto cambiò nel corso del tempo, e il complesso comprende oggi 23 cappelle e cinque romitori. Fanno parte del complesso anche gli edifici del santuario della Assunzione della Vergine, costruito originariamente in stile romanico, che ha subito poi modifiche nel corso del XV, XVII, XIX e XX secolo. Le cappelle conservano statue in terracotta policroma e dipinti che risalgono al primo periodo. I gruppi statuari furono completati con altre statue (in gesso) durante la campagna di restauri condotta nel XIX secolo. I boschi sui quali sono situate le cappelle contengono numerose specie floreali rare.

Il Sacro Monte di San Francesco, Orta San Giulio
Qusto complesso, il solo dedicato a San Francesco d'Assisi, fu costruito in tre fasi. La prima, che ebbe inizio nel 1590 per volere della comunità locale e che continuò fin verso il 1630; essa è contraddistinta, come stile, dal manierismo. Nella seconda fase, che durò fino alla fine del XVII secolo, lo stile predominante fu il barocco, stile che si sviluppò poi, durante il terzo periodo, sino alla fine del XVIII secolo, in forme più libere fondendosi con altre influenze . Il complesso consiste di 21 cappelle, l'antico Ospizio di San Francesco, una porta monumentale ed una fontana. Questo sacro monte è l'unico a non aver subito cambiamenti nella suo assetto topologico dopo il XVI secolo. Il giardino, con una magnifica vista sul lago di Orta, ha una qualità eccezionale. Purtroppo all'interno di molte delle cappelle sono visibili segni di vandalismo.

Il Sacro Monte della Beata Vergine, Oropa

Uno dei più antichi santuari dedicati alla Madonna, che attira molti devoti pellegrini si trova ad Oropa. Sebbene i lavori di avvio della costruzione del Sacro Monte, come struttura annessa al santuario, fossero iniziati nel 1617, essi non erano ancora completati alla fine del XVII secolo. Il piano iniziale era di illustrare la vita della Vergine Maria attraverso venti cappelle, con altre cinque dedicate ad episodi del Nuovo Testamento. Il progetto beneficiò del supporto del duca di Savoia, essendo collocato nel territorio del ducato stesso. Il sito è il più elevato tra il gruppo dei sacri monti culminando a più di 2300 metri, su una collina coperta di betulle e contornata da picchi alpini. Vi sono oggi 27 cappelle, dodici delle quali dedicate alla vita delle Vergine Maria e le restanti a differenti temi religiosi. Il loro stile architettonico è quello barocco, tipico del periodo in cui furono costruite; lo stesso per le statue e per i dipinti che le abbelliscono.

Il Sacro Monte Calvario, Domodossola

Domodossola, veduta del Sacro Monte CalvarioNel 1656, due frati cappuccini scelsero il colle Mattarella, che sovrasta Domodossola, per farlo diventare un luogo che ospitasse il Sacro Monte e Calvario . Nacque così una serie di dodici cappelle con un apparato decorativo di statue ed affreschi, che rappresentano le Stazioni della Croce e tre cappelle che illustrano la Deposizione dalla Croce, il santo Sepolcro e la Resurrezione. In cima al colle è posto il santuario ottagonale della Santa Croce, la cui costruzione iniziò nel 1657.

Il Sacro Monte di Belmonte, Valperga Canavese

Sacro Monte di Belmonte, panorama con veduta del SantuarioLa collina di granito rosso di Belmonte si erge isolata dalle creste della catena prealpina in Piemonte. Il progetto per questo Sacro Monte fu concepito dal monaco Michelangelo da Montiglio all'inizio del XVIII secolo. Avendo trascorso parecchi anni in Terra Santa, egli desiderava ricreare i luoghi biblici nel nord d'Italia, e disegnò pertanto un circuito di cappelle che simboleggiassero i principali eventi della Passione, culminando nel piccolo santuario che esisteva in quel luogo e che da tempo era meta di pellegrinaggi. Le cappelle, in numero di tredici, hanno una struttura pressoché identica: esse furono finanziate in larga misura dalla comunità locale. In origine esse erano decorate con dipinti di soggetto sacro ed opere di artigianato locale; fu solo un secolo più tardi che esse furono abbellite con statue in ceramica di Castellamonte. Il sentiero di accesso fu allargato alla fine del XIX secolo, per renderlo adeguato ad accogliere il numero crescente di pellegrini

Lombardia

Il Sacro Monte del Rosario, Varese

Luogo di pellegrinaggio sin dal Medioevo per la chiesa di Santa Maria del Monte e poi per il monastero delle "Romite Ambrosiane" fondato nel 1474, il Sacro Monte di Varese fu costruito dopo il Concilio di Trento. I lavori iniziarono nel 1604, lungo i due chilometri di un percorso acciottolato che mostra i Misteri del Rosario, divenuti popolari a partire dalla battaglia di Lepanto (1571). Grazie a munifiche donazioni, la costruzione fu assai più rapida di quella di altri sacri monti, e tredici delle cappelle furono terminate entro il 1623. Nel 1698 i lavori risultavano completati nella loro forma attuale. Come avviene nel Rosario, le cappelle sono divise a gruppi di cinque. Lo stile architettonico delle cappelle, dei pozzi e delle fontane è variegato, come quello delle statue e degli affreschi che le ornano.

Il Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso, Ossuccio

Questo complesso si situa sulla riva occidentale del lago di Como, a 25 Km dalla città omonima; giace su un dirupo a 400 metri sul livello del mare, di fronte all'isola Comacina. È completamente isolato da ogni altra costruzione, circondato da campi, da piantagioni di ulivi e da boschi. Le quattordici cappelle, tutte costruite tra il 1635 e il 1710, sono in stile barocco: esse conducono al santuario edificato nel 1532, posto sulla sommità a completamento simbolico della corona del Rosario

. Il Sacro Monte della Santa Trinità, Ghiffa

Tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, fu concepito il piano di edificazione di un Sacro Monte attorno al santuario della Santa Trinità, su una collina fitta di boschi. In questa prima fase, tuttavia, solo tre cappelle furono costruite. Questo portò comunque ad un sostanziale incremento dei pellegrini in visita al santuario e, di conseguenza, ad una ampio sforzo di espansione dei lavori che si compì tra il 1646 e il 1649. Nel suo stato attuale il sacro monte comprende tre cappelle dedicate a differenti soggetti biblici, e tre altre cappelle più piccole che hanno funzione di oratori.







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