Studi e ricerche

Studi scientifici in laboratorio ed in campo in materia di conservazione, germinazione e coltivazione (anche in vitro) della flora spontanea con particolare riguardo per quella rara, endemica e minacciata.

DESTINATARI: enti pubblici, agenzie per la protezione dell'ambiente, università, musei, vivai, aziende agricole, studi professionali, associazioni culturali e ambientaliste, ...

STUDIO DELLA FLORA SPONTANEA

Studi sulla biodiversità vegetale riguardanti l'ecologia e la biologia della flora spontanea e volti a conoscerne le potenzialità di autoconservazione.

Queste attività, nel rispetto di quanto previsto dalla “Strategia dell'Unione Europea sulla biodiversità” (Comunicazione della Commissione Europea, Bruxelles, 3.5.2011), mirano a conservare e ripristinare l'ambiente naturale e a ridurre o arrestare la perdita di biodiversità attuando, in questo modo, le volontà della Direttiva Habitat (CEE 43/92) e della Strategia Nazionale per la Biodiversità.

Queste ultime prevedono di conseguire uno stato di conservazione soddisfacente di tutti gli habitat e delle specie di importanza europea.





Studi degli effetti dei cambiamenti climatici sulla germinazione dei semi e sulla sopravvivenza delle specie vegetali.

Le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla biodiversità sono già visibili: l'estinzione di sempre più specie animali e vegetali, la frammentazione e riduzione degli habitat, così come la modificazione dei cicli biologici delle piante e l'avanzamento delle specie esotiche e invasive a scapito della flora autoctona sono solo alcuni degli effetti negativi conosciuti

Per contrastare questi fenomeni è necessario conoscere a fondo i caratteri di resistenza e di resilienza delle specie vegetali, esaminandone i comportamenti durante le fasi della germinazione e dello sviluppo delle giovani piante in rapporto ai diversi parametri ambientali (temperatura, luce, acqua, ….).




Studi sulla flora potenzialmente idonea alla fitodepurazione

La fitodepurazione è un processo naturale adattato alle esigenze dell'uomo per filtrare le acque reflue domestiche o di certe lavorazioni industriali e depurarle.
Tale processo si realizza grazie all'interazione di numerose componenti ambientali quali l'acqua, il suolo, le piante, gli animali, le alghe ed i batteri, che insieme vanno a costituire un ecosistema umido, complesso ma sostenibile e compatibile con l'ambiente naturale circostante.

Per questi scopi è indicato utilizzare specie autoctone anche reperibili nelle vicinanze dell'impianto, è utile effettuare delle indagini preliminari sulla flora spontanea del sito studiandone l'adattamento e le potenzialità di sviluppo e rigenerazione per la fitodepurazione.



Studi sulla micropropagazione e sulla coltivazione in vitro di specie spontanee di interesse prioritario

Molte delle specie considerate rare e preziose presentano una scarsa capacità di rigenerarsi naturalmente mediante la produzione di semi vitali e vigorosi. Il ridimensionamento numerico di alcune popolazioni dovuto, ad esempio, alla progressiva scomparsa dei loro habitat, all'impoverimento della diversità genetica, così come alle modificazioni ambientali indotte dai cambiamenti climatici, mettono a repentaglio la qualità dei semi e la capacità delle piante di mantenersi.
La micropropagazione permette di sondare le potenzialità rigenerative della specie sfruttando la cosiddetta “totipotenza” delle cellule vegetali e originando, in questo modo, nuovi individui a partire da piccoli frammenti di tessuto prelevati da un singolo soggetto. Nel contempo la coltivazione in vitro offre la possibilità di crescere le piante in laboratorio, in condizioni controllate e protette, facendo uso di substrati di crescita specie specifici, senza depauperare ulteriormente le popolazioni naturali.


STUDIO DELLA BIOLOGIA DEI SEMI

Studio delle esigenze di germinazione di specie vegetali rare, endemiche, minacciate, di interesse alimentare, utili nella depurazione delle acque, esotiche invasive.

I semi delle specie selvatiche sono caratterizzati da un'elevata variabilità intraspecifica, sia a livello genotipico che fenotipico. Tali peculiarità determinano risposte diverse del germoplasma alle sollecitazioni dell'ambiente circostante e innescano meccanismi di difesa dalle avversità quali, ad esempio, la manifestazione di specifiche “dormienze”.
Questi studi sono finalizzati ad individuare le condizioni ottimali per indurre la germinazione e per rimuovere le barriere fisiche, meccaniche, chimiche e fisiologiche eventualmente presenti nei semi. Essi intendono analizzare l'andamento del processo germinativo in relazione alle condizioni ambientali presenti nell'ambiente naturale o in quelle ricreate in laboratorio.
L'individuazione di protocolli efficaci a favorire la germinazione costituisce uno dei passaggi fondamentali per la corretta conservazione, rigenerazione e coltivazione delle specie di interesse.


Verifica della vitalità di semi freschi oppure conservati da diverso tempo nonché di materiale seminato ma non germinato per valutarne la qualità, lo stato di conservazione e le potenzialità germinative.

Il test di vitalità (prova del taglio o test chimico al Tetrazolio) consente di verificare con precisione la qualità/vitalità dei semi di un lotto mediante analisi visiva o colorimetrica.

I risultati ottenuti dall'analisi di un piccolo campione rappresentativo di germoplasma possono fornire utili indicazioni sullo stato di conservazione dei semi, sul turgore dei tessuti, sullo sviluppo embrionale e sulla presenza di eventuali dormienze.






Analisi della tipologia e della vitalità dei semi presenti nello strato superficiale di suolo, cioè della "banca semi del suolo".

Lo studio della banca semi del suolo (soil seed bank) è uno strumento utile ed efficace per comprendere le dinamiche vegetazionali di un determinato ambiente, sia esso preservato, abbandonato, coltivato o degradato.

Il procedimento può essere complesso ma consente di verificare le specie vegetali inglobate nello strato superficiale di suolo e di ipotizzare le loro potenzialità di persistenza o di transizione nel terreno e quindi di germinazione e colonizzazione dello stesso.





Studio della morfologia ed anatomia dei semi per la loro conservazione, selezione e rigenerazione

A differenza delle cultivar selezionate dall'uomo le specie selvatiche mostrano una enorme variabilità morfologica ed anatomica, anche a livello dei frutti e dei semi.

Osservare e descrivere le caratteristiche del germoplasma di una particolare specie vegetale consente di individuarne le debolezze e le forze, stimarne i tempi e le modalità di germinazione, valutarne le potenzialità di conservazione nel medio lungo periodo.

Lo studio dei tegumenti del seme, del suo embrione e dei tessuti di riserva eventualmente presenti fornisce, ad esempio, importanti informazioni sull'utilizzo che ne può derivare, sia esso conservazionistico, vivaistico, alimentare o farmaceutico.


Prelievi di materiale biologico vegetale rappresentato da piante, semi, bulbi, spore o porzioni di piante secondo metodi che ne valorizzano la diversità genetica e specifica, finalizzati alla loro conservazione e/o rigenerazione ex situ ed in situ.

La raccolta in campo del materiale vegetale viene realizzata nel rispetto delle normativa vigente in materia di specie rare e protette e secondo i protocolli internazionali definiti per questi scopi da organismi quali i Kew Gardens, Ensconet e Ribes.

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