17 ottobre 2015 - Orme su La Court Castelnuovo Calcea - 30 Direttori Unesco nei territori di Langhe-Roero e Monferrato

L’iniziativa è stata concepita in collaborazione con l’ufficio UNESCO Regionale per la scienza e la cultura in Europa.
Dal 16 al 21 ottobre, 30 esperti provenienti dai siti Unesco di tutto il mondo, sono stati ospitati in Piemonte per la prima edizione del “Capacity Building Workshop on the Management of UNESCO designated sites: World Heritage Sites and Biosphere Reserves”. Promosso dal Centro Studi Santagata, l’iniziativa ha portato la prestigiosa delegazione sul territorio di Langhe-Roero e Monferrato, Residenze Sabaude di Pollenzo, la Riserva Biosfera del Monviso.
Il programma mira a rafforzare le capacità istituzionali e professionali di enti locali, gestori di siti, focal point e altri attori coinvolti nella gestione dei siti riconosciuti dall'UNESCO.
Sabato 17 ottobre, a Castelnuovo Calcea, 30 manager Unesco hanno potuto interagire con il Paro Artistico Orme su La Court di Michele Chiarlo attraverso il tema "Cultura,comunità e sistemi di produzione locale". Questo magnifico vigneto, costellato di istallazioni artistiche, è un esempio unico di come il territorio e la sua tradizione vinicola abbiano saputo rinnovarsi e aprirsi al mondo, riuscendo a coniugare gli universi del vino e dell’arte e diventando un punto di riferimento imprescindibile di tutta la zona in cui viene prodotta la Barbera più nobile.
A parlare sono stati Stefano Chiarlo e Michele Chiarlo dell’omonima azienda che ha da poco festeggiato i 60 anni di vendemmie, che hanno raccontato come il territorio si sia trasformato negli ultimi 10 anni, con particolare attenzione a ciò che ha significato e comportato il riconoscimento dell’Unesco. Dopo di loro è intervenuto il Professor Giancarlo Ferraris, artista e presidente dell’Associazione Orme su La Court.
Il messaggio fondamentale che la famiglia Chiarlo e il Parco Artistico stesso vogliono trasmettere, mira a ribadire come sia fondamentale, per un territorio, il saper “fare squadra”, mettendo in campo le competenze proprie di ciascuno per raggiungere gli obiettivi comuni di una costante tutela dell’ambiente e della sua valorizzazione. È questa la principale “lezione” che l’avventura del riconoscimento Unesco ha lasciato al territorio, ed è questa, da sempre, la filosofia con la quale Michele Chiarlo intende il suo ruolo di produttore, conosciuto in tutto il mondo, ma con le radici ben salde nella tradizione piemontese.

Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Strumenti personali